COMMERCIALIZZARE UN BENE DI PROVENIENZA DONATIVA: CRITICITÀ
È possibile commercializzare un bene di provenienza donativa, ovvero vendere o comprare un immobile che a sua volta era stato trasferito con donazione?
La risposta è si, ma è utile conoscere i rischi che si nascondono dietro una simile operazione. Considerato che donare un immobile significa trasferirne la proprietà per il cosiddetto “spirito di liberalità” cioè senza ricevere il relativo prezzo, la donazione (e quindi indirettamente anche l’immobile) può essere impugnata da coloro che ritengono di esserne stati lesi: i creditori dell’autore della donazione (donante) oppure i suoi eredi. Distinguendo le due situazioni:- i creditori del donante possono esercitare l’azione revocatoria entro 5 anni dalla data della donazione al fine di appunto rendere inefficace la donazione nei loro confronti e poter soddisfare il loro credito sul bene che potrebbe dunque essere pignorato;
- gli eredi del donante che dovessero ritenersi lesi dalla donazione possono impugnarla con l’azione di riduzione nel termine di 10 anni dalla morte del donante medesimo.

